26. Filosofia: "Interroga la realtà, la vita e te stesso attraverso la Ragione".

26. Filosofia
Interroga la realtà, la vita e te stesso attraverso la Ragione.
«Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta.» Socrate.
«Una buona domanda non ti consegna necessariamente una risposta, ma può impedirti di trascorrere la vita rispondendo al problema sbagliato.» Il Libro Ancestrale.
La filosofia nasce da una delle capacità più caratteristiche dell'essere umano: non limitarsi a vivere ciò che accade, ma interrogarsi su ciò che accade.
Domande di ogni genere accompagnano l'umanità da millenni e continuano a esistere non necessariamente perché i filosofi abbiano fallito nel trovare le risposte, ma perché alcune questioni fondamentali non possono essere esaurite da una singola risposta definitiva.
Nel suo significato più pratico, filosofare significa imparare a esaminare ciò che normalmente accettiamo senza pensarci, molte delle convinzioni che orientano la nostra vita non sono mai state realmente scelte: le abbiamo assorbite dalla famiglia, dalla cultura, dalla religione, dall'ambiente sociale, dall'educazione, dai mezzi di comunicazione o dalle esperienze personali, la filosofia introduce una domanda apparentemente semplice ma capace di aprire profondità immense: perché penso ciò che penso?
Una buona domanda può modificare completamente il modo in cui osserviamo un problema, immagina una persona che continui a chiedersi: «Come posso fare in modo che tutti mi apprezzino?».
Potrebbe trascorrere anni cercando strategie sempre più sofisticate senza accorgersi che forse il problema fondamentale è contenuto nella domanda stessa.
Questo è uno dei grandi poteri della filosofia: scoprire che talvolta siamo intrappolati non perché ci manca una risposta, ma perché stiamo formulando male la domanda: «Come posso non provare mai paura?» potrebbe diventare «come posso agire ragionevolmente anche quando provo paura?».
Cambiare domanda significa spesso cambiare il territorio mentale nel quale cerchiamo la soluzione.
La filosofia insegna anche a interrogare le parole, molte discussioni apparentemente profonde diventano confuse perché le persone utilizzano gli stessi termini attribuendo loro significati differenti.
Libertà, natura, felicità, amore, successo, spiritualità, bene, male, coscienza: parole enormi, nelle quali possono essere contenute idee molto diverse.
Prima di domandare se qualcosa sia «naturale», per esempio, dovremmo chiarire che cosa intendiamo con naturale e perché quella caratteristica dovrebbe renderla desiderabile.
Prima di discutere se il denaro renda felici, dovremmo domandarci che cosa intendiamo per felicità e rispetto a quali condizioni economiche stiamo ragionando.
Definire meglio i termini non è pedanteria: spesso significa scoprire che stavamo discutendo di cose diverse credendo di discutere della stessa.
Una domanda filosofica può inoltre rivelare presupposti nascosti, se ad esempio chiediamo «qual è lo scopo dell'universo?», stiamo già presupponendo che l'universo debba possedere uno scopo.
Potrebbe averlo, ma la domanda non può darlo per dimostrato.
Prima di cercare una risposta dovremmo allora domandarci se il presupposto contenuto nella domanda possieda qualche fondamento, alcune domande non devono essere risolte: devono essere smontate.
Qui filosofia e scienza possono incontrarsi senza confondersi: la scienza, come abbiamo visto, possiede strumenti straordinariamente potenti per indagare gli aspetti verificabili della realtà; la filosofia può contribuire a chiarire concetti, presupposti, criteri di ragionamento, problemi etici e domande che precedono o oltrepassano una specifica indagine empirica.
Domandarsi quale sia l'età dell'universo è principalmente una questione scientifica; domandarsi che cosa intendiamo quando parliamo di conoscenza, quali criteri rendano razionale una credenza o quali responsabilità morali derivino dall'utilizzo di una nuova tecnologia coinvolge anche la riflessione filosofica.
Non dobbiamo scegliere tra scienza e filosofia: dobbiamo utilizzare strumenti differenti per domande differenti.
La filosofia diventa particolarmente preziosa quando affrontiamo questioni sulle quali i dati, da soli, non possono decidere ciò che dovremmo fare.
La scienza può aiutarci a comprendere quali conseguenze potrebbe avere una determinata scelta, ma stabilire quali conseguenze consideriamo moralmente preferibili richiede anche valori etici.
La filosofia dovrebbe soprattutto migliorare la nostra capacità di vivere e decidere.
La filosofia, tuttavia, non appartiene soltanto al passato e non termina con i grandi sistemi elaborati dai pensatori che ci hanno preceduto, ogni epoca può continuare a interrogare l'esistenza e a costruire nuovi percorsi filosofici, purché questi rimangano disponibili al confronto, alla critica e alla correzione.
Anche la Naturosophia nasce con questa intenzione: proporsi come una filosofia pratica del Bene-Essere che utilizza la Natura come riferimento, la Ragione come guida e la conoscenza come strumento per comprendere quali condizioni possano favorire una vita migliore.
Il suo scopo non è consegnare all'individuo una verità definitiva alla quale obbedire, ma aiutarlo a interrogarsi su come vivere.
Che cosa favorisce realmente il nostro benessere?
Quali bisogni appartengono alla nostra natura biologica e quali sono costruiti dall'ambiente nel quale viviamo?
Quali comportamenti producono conseguenze favorevoli e quali finiscono per danneggiarci?
Come possiamo prenderci cura del corpo, della mente, delle relazioni e dell'ambiente senza abbandonare il pensiero critico?
In questo senso la Naturosophia cerca una via del Bene-Essere non attraverso dogmi immutabili, ma attraverso l'osservazione della Natura, l'esperienza, la riflessione filosofica e, quando una questione riguarda la realtà verificabile, le migliori conoscenze scientifiche disponibili.
Da qui uno dei principi fondamentali della Naturosophia: “Natura docet, ratio dirigit”, (la Natura insegna, la Ragione dirige).
Essere Naturosophi, quindi, non dovrebbe significare possedere tutte le risposte, ma continuare a formulare domande migliori sulla vita e avere il coraggio di modificare le proprie risposte quando la realtà lo richiede.
Una filosofia che pretende di avere già concluso la propria ricerca diventa facilmente dottrina; una filosofia viva continua invece a interrogarsi.

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